Cronologia Opera assistenziale «Bambini della strada»

2007
Vengono presentati i risultati dei tre progetti di ricerca sulla storia degli jenisch, dei sinti e dei rom in Svizzera, condotti nel quadro del Programma nazionale di ricerca 51 «Integrazione ed esclusione».
Da queste tre ricerche risulta che tra il 1926 e il 1973 Pro Juventute ha tolto 586 bambini nomadi alle loro famiglie con l’aiuto delle autorità. La metà circa di questi bambini proveniva dal Canton Grigioni, ma pure da famiglie nei cantoni Ticino, San Gallo e Svitto. I bambini erano stati collocati in famiglie affidatarie, anche se la maggioranza è stata collocata in istituti e in riformatori. In un secondo tempo, molti di loro erano stati trasferiti in case di lavoro e ricoverati in cliniche psichiatriche.

2003
Nell’ambito del Programma nazionale di ricerca 51 «Integrazione ed esclusione» del Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica (FNS), tre gruppi di ricercatori vengono autorizzati dall’opera assistenziale «Bambini della strada» a consultare gli atti conservati nell’Archivio federale svizzero.

1998
In giugno, l’Ufficio federale della cultura presenta i risultati della ricerca storica: con l’aiuto delle autorità e il sostegno della Confederazione, Pro Juventute ha sistematicamente tolto i bambini alle famiglie nomadi per educarli a una vita sedentaria. Per gli autori della ricerca sarebbe oltremodo importante condurre altri studi. Durante la conferenza stampa di presentazione della ricerca, Christine Beerli, presidente del Consiglio di fondazione di Pro Juventute, si scusa di nuovo pubblicamente con la comunità jenisch a nome di Pro Juventute.

1997
La fondazione «Un futuro per i nomadi svizzeri», istituita nel 1995 dalla Confederazione, inizia la propria attività. La Fondazione si prefigge di salvaguardare e migliorare le condizioni di vita della popolazione nomade in Svizzera.

1996
L’Ufficio federale della cultura incarica la «Beratungsstelle für Landesgeschichte» di Zugo di condurre una ricerca storica sul ruolo svolto dalla Confederazione e da Pro Juventute nella vicenda. Per la prima volta, tre storici hanno accesso ai dossier custoditi nell’Archivio federale svizzero riguardanti l’opera assistenziale «Bambini della strada».

1990
Il Consigliere federale Flavio Cotti promette una completa rivisitazione scientifica dell’azione «Bambini della strada».

1988–1992
Il Parlamento stanzia complessivamente 11 milioni di franchi a favore del fondo di risarcimento. Grazie al lavoro di una commissione indipendente, i diretti interessati possono consultare, previo consenso dei cantoni, i loro dossier e ottenere un risarcimento, che ammonta al massimo a 20 000 franchi a persona.

1987
Il 5 maggio, durante una conferenza stampa alla quale partecipano i rappresentanti delle organizzazioni di nomadi, Paolo Bernasconi, allora vicepresidente del Consiglio di fondazione, si scusa a nome di Pro Juventute per le sofferenze patite dai «bambini della strada» e dai loro genitori.
La «Radgenossenschaft der Landstrasse» pubblica i curriculum vitae, documentati e commentati dallo storico Thomas Huonker, di alcuni membri della comunità jenisch.
Su incarico dell’Ufficio federale della cultura, Huonker ha condotto uno studio sul ruolo svolto dalla Confederazione, dai cantoni e da alcune personalità all’opera assistenziale «Bambini della strada».

1986–1988
Il gruppo di lavoro «Bambini della strada», istituito all’interno di Pro Juventute, affronta la questione della conservazione e della consultazione degli atti, si impegna a favore della rielaborazione del passato e sostiene gli sforzi a favore di un fondo di risarcimento.

1986
Il 3 giugno, davanti al Parlamento, il Consigliere federale Alfons Egli si scusa per la partecipazione da parte della Confederazione all’azione «Bambini della strada».
In seguito a un ricorso di diritto amministrativo, la Confederazione sequestra gli atti dell’opera assistenziale «Bambini della strada» e li deposita nell’Archivio federale svizzero.
Viene costituita la fondazione «Naschet Jenische» (alla lettera «Alzati, jenisch») che si occuperà della rivisitazione storica dell’azione «Bambini della strada». La Fondazione fornisce tuttora la propria consulenza ai diretti interessati, che assistono durante la consultazione dei documenti, ma pure in caso di problemi finanziari e personali. L’attività di consulenza è finanziata da Pro Juventute.

1983
La Commissione di studio, istituita nel 1981 dal Dipartimento federale di giustizia e polizia, pubblica il suo rapporto sulla situazione dei nomadi in Svizzera. La Commissione propone diverse misure volte a migliorare la situazione dei nomadi in Svizzera e chiede, tra l’altro, che vengano sancite norme precise inerenti la conservazione e la consultazione degli atti.

1975
Viene fondata la «Radgenossenschaft der Landstrasse», un’organizzazione che rappresenta gli interessi dei nomadi in Svizzera e che ottiene il sostegno finanziario di Pro Juventute. L’organo ufficiale dell’organizzazione è il trimestrale «Scharotl».

1973
In marzo l’opera assistenziale «Bambini della strada» cessa la sua attività in seguito alle proteste dell’opinione pubblica. Le tutele riguardanti i «bambini della strada» vengono annullate o trasferite alle autorità o a privati.

1972
In aprile, la rivista «Der schweizerische Beobachter» pubblica il primo articolo di Hans Caprez intitolato «La denuncia delle madri ‹nomadi›», nel quale Pro Juventute e le autorità vengono accusate di aver sottratto illegalmente i figli alle loro famiglie. Caprez critica inoltre il fatto che Pro Juventute non permetta di consultare gli atti e non fornisca informazioni sulla sorte dei bambini.


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